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La cultura della prevenzione

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Una riflessione a partire dagli incendi che stanno colpendo il Molise, molte aree del Paese e dell’Europa.   Gli incendi si spengono d'estate. La cultura della prevenzione si costruisce tutto l'anno. Negli ultimi anni ho compreso che ogni territorio custodisce una memoria, ma anche una responsabilità. È una consapevolezza maturata nelle scuole, all'università, nei piccoli comuni del Molise e negli incontri con le comunità che continuano a custodire i riti del fuoco. Da ogni esperienza è emersa la stessa domanda: chi si prende cura della propria terra? In queste settimane, mentre gli incendi tornano a colpire il Molise e molte altre regioni italiane e non solo, quella domanda è diventata ancora più urgente. Ogni estate il fuoco occupa le cronache: boschi, campagne, oliveti e pascoli divorati dalle fiamme. Comunità ferite. Vigili del Fuoco, Carabinieri Forestali, volontari della Protezione Civile e mezzi aerei impegnati in una corsa contro il tempo per sa...

🔥 QUANDO LA MEMORIA DIVENTA FUTURO

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  Le origini di Mangia Fuoco Per molto tempo ho creduto che la storia di Mangia Fuoco fosse iniziata il 16 giugno 2022 , il giorno della sua presentazione all'Università degli Studi del Molise. Mi sbagliavo. La memoria mi ha insegnato che quella storia era cominciata molto prima. L'ho capito soltanto in questi giorni, mentre rimettevo in ordine documenti, registrazioni e video di quel percorso. È stata la memoria , non il ricordo, a restituirmi una verità che fino ad allora mi era sfuggita. Mangia Fuoco non nasce il 16 giugno 2022 ; q uel giorno è stato presentato pubblicamente. La sua storia era iniziata molti mesi prima, il 27 settembre 2021 per l’esattezza, quando incontrai per la prima volta la professoressa Letizia Bindi , Direttrice del Centro di Ricerca BIOCULT dell'Università degli Studi del Molise per illustrarle Mangia Fuoco. Portavo con me un'intuizione. Lei vi riconobbe qualcosa di più perché ne colse il potenziale e la possibilità che pote...

🔥 Nasce Mangia Fuoco | Capitolo 16 – Gestire il fuoco

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Il fuoco non può essere soltanto combattuto. Deve essere conosciuto, pianificato e gestito. È da questo cambio di prospettiva che parte l'intervento di Vittorio Garfì, docente di Ecologia del Fuoco e Lotta agli Incendi Boschivi dell'Università degli Studi del Molise , presentato anche in collaborazione con il professor Marco Marchetti. Il fuoco accompagna la storia dell'uomo da tempi antichissimi. È stato strumento di caccia, di gestione del territorio, di trasformazione del paesaggio e fonte di energia. Ma il fuoco è anche un fattore ecologico naturale. Diversi ecosistemi forestali si sono evoluti insieme alla sua presenza e hanno sviluppato strategie capaci di reagire al passaggio delle fiamme. Per questo, spiega il prof. Vittorio Garfì , occorre superare una visione esclusivamente emergenziale:  il fuoco deve essere gestito e non combattuto sempre e comunque. Un rischio che cambia con il clima L'aumento delle temperature, la riduzione delle precipitazioni e le ondate...

🔥 Nasce Mangia Fuoco | Capitolo 15 – La pianta giusta al posto giusto

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  Quando le fiamme si spengono, il lavoro non è finito. In molti casi, è appena cominciato. Paola Fortini, botanica dell'Università degli Studi del Molise, porta nel percorso di Mangia Fuoco una domanda fondamentale:  che cosa bisogna fare a fiamme spente? La risposta sembra semplice: ri-costruire, ma per ri-costruire bisogna prima conoscere. Un'area incendiata è ancora un ecosistema Dopo il passaggio del fuoco siamo abituati a vedere un territorio danneggiato con alberi bruciati, suolo annerito, vegetazione scomparsa. Ma un'area incendiata non è una superficie vuota : è ancora un ecosistema complesso   formato da comunità vegetali, specie diverse, relazioni biologiche e condizioni fisiche e chimiche che devono essere studiate prima di qualsiasi intervento. Per comprendere il danno bisogna raccogliere informazioni e valutare se la perdita di biodiversità sia reversibile oppure irreversibile. Non esiste semplicemente “il bosco” Bosco di roverella Bosco di cerro Faggeta L...

🔥 Nasce Mangia Fuoco | Capitolo 14 – Capire il rischio prima che diventi emergenza

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Abbiamo imparato ad accendere il fuoco. Poi, lentamente, abbiamo dimenticato come conviverci. Per Vincenzo Ciani, all'epoca Direttore Regionale dei Vigili del Fuoco del Molise , c'è una contraddizione al centro del nostro rapporto contemporaneo con il fuoco. L'umanità è cresciuta imparando a governare il fuoco con il quale ha potuto cucinare, forgiare, trasformare la materia e costruire civiltà. Oggi, però, siamo molto meno abituati a confrontarci con la combustione. E mentre perdiamo questa familiarità, il rischio diventa più complesso . Il rischio è cambiato Condizioni climatiche sempre più critiche, abbandono delle aree rurali e dei boschi, perdita delle pratiche tradizionali di gestione del territorio, sono elementi che, insieme, aumentano la vulnerabilità dei territori. Ciani insiste sulla necessità di partire proprio dalla consapevolezza di un rischio cresciuto negli ultimi anni. Gli incendi possono svilupparsi in condizioni estreme e raggiungere rapidamente dimensi...

🔥 Nasce Mangia Fuoco | Capitolo 13 – Conoscere per proteggere

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Se non conosci il territorio, giri a vuoto.  È una frase semplice, ma contiene una delle lezioni più importanti emerse il 16 giugno 2022, durante la presentazione pubblica di Mangia Fuoco all'Università degli Studi del Molise. A pronunciarla è Marco Di Fonzo, Comandante del Nucleo Informativo Antincendi Boschivi dell'Arma dei Carabinieri . Perché gli incendi non nascono tutti allo stesso modo. Le cause cambiano da regione a regione, da provincia a provincia, fino ad arrivare alla dimensione comunale. Per comprenderle bisogna conoscere gli usi, le consuetudini, le trasformazioni sociali ed economiche di un territorio. Bisogna viverlo e saperlo leggere. Il fuoco racconta il territorio Dietro un incendio possono esserci comportamenti colposi, imprudenza, negligenza, interessi locali o fenomeni criminali. Ma ci sono anche altre realtà: spopolamento perdita di tessuto economico degrado del territorio disintegrazione sociale invecchiamento della popolazione soprattutto la progressiva...

🔥 Nasce Mangia Fuoco | Capitolo 12 – Sapere e fare

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  Le buone intenzioni non bastano. Possiamo parlare di ambiente, paesaggio, beni culturali e sviluppo sostenibile. Possiamo costruire metodi, elaborare progetti, immaginare scenari, ma se il sapere non incontra il fare, tutto rischia di restare un esercizio. È uno dei passaggi centrali dell'intervento di Carmine Gambardella , Presidente del Consorzio Universitario BENECON e titolare di UNESCO Chair, alla presentazione pubblica di Mangia Fuoco del 16 giugno 2022. "Non c'è cultura senza legalità   e non c'è legalità senza cultura." Una frase che lega la tutela del territorio alla responsabilità collettiva, perché il territorio non è soltanto uno spazio fisico. È: l'habitat delle comunità paesaggio ambiente patrimonio culturale capitale umano. Dal racconto alla misura Gambardella pone una questione ancora più urgente: per conoscere davvero un territorio bisogna essere capaci di misurarne le risorse . Tecnologie, digitale, scenari previsionali e nuovi strumenti di...