Il fuoco che cura e custodisce

Il fuoco non è solo distruzione. A Vinchiaturo – Le Cupolette  il 6, 13 e 20 febbraio alle 18:30, si accenderà un fuoco che non brucia ma cura e custodisce, nell’ambito del ciclo Narrazioni domestiche inserito nel percorso “Dall’essere Donna all’essere Madre”.


Non un evento da consumare, ma di uno spazio da abitare, un gesto condiviso che ha trasformato un tempo e un luogo in una trama di relazioni e significati.

Il patrimonio immateriale non vive solo nei riti pubblici. Vive prima di tutto nel fuoco domestico: nella cucina, nei gesti quotidiani, nella trasmissione silenziosa tra madri, figlie, comunità.


Da questa consapevolezza nasce il ciclo Narrazioni domestiche, inserito nel percorso “Dall’essere Donna all’essere Madre”.


Un ciclo di incontri in cui libri, pentole e vino diventano strumenti di racconto e di relazione. Non eventi da consumare, ma spazi da abitare.

Il percorso si apre con l’intervento della professoressa Letizia Bindi, antropologa, che da tempo dialoga con Mangia Fuoco sui temi del fuoco, dei territori e della trasmissione dei saperi.


Non una lectio, ma un innesco. Non una cornice teorica, ma una presa di posizione culturale. Qui la cucina non è folklore. È cultura materiale.
Il cibo non è consumo. È relazione.

Esiste un fuoco che non brucia, che non consuma, non divora, non lascia macerie. È un fuoco che illumina senza accecare, che scalda senza ferire, che rende visibili le strutture profonde delle cose e delle relazioni.


È il fuoco che ci insegna a riconoscere le nervature del vivere comune: ciò che tiene insieme una comunità, ciò che va rispettato, ciò che non può essere forzato o ridotto a spettacolo.

Questo fuoco non inventa il senso: lo mette a fuoco perché non impone forme dall’esterno ma segue la misura interna delle storie, dei riti e dei luoghi.


Per questo il fuoco che cura è anche il fuoco che custodisce, perché riconosce che non tutto è intercambiabile, perché sa che la memoria non è un deposito da saccheggiare ma una presenza viva da accompagnare.

In Mangia Fuoco il fuoco non è mai fine a se stesso. È criterio, responsabilità, luce sobria che indica dove passare e dove fermarsi.


Qui il patrimonio immateriale non si mette in vetrina: si pratica.

(by nicola)

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