🔥 QUANDO LA MEMORIA DIVENTA FUTURO

 

Le origini di Mangia Fuoco

Per molto tempo ho creduto che la storia di Mangia Fuoco fosse iniziata il 16 giugno 2022, il giorno della sua presentazione all'Università degli Studi del Molise.

Mi sbagliavo.

La memoria mi ha insegnato che quella storia era cominciata molto prima.

L'ho capito soltanto in questi giorni, mentre rimettevo in ordine documenti, registrazioni e video di quel percorso.

È stata la memoria, non il ricordo, a restituirmi una verità che fino ad allora mi era sfuggita.

Mangia Fuoco non nasce il 16 giugno 2022; quel giorno è stato presentato pubblicamente.

La sua storia era iniziata molti mesi prima, il 27 settembre 2021 per l’esattezza, quando incontrai per la prima volta la professoressa Letizia Bindi, Direttrice del Centro di Ricerca BIOCULT dell'Università degli Studi del Molise per illustrarle Mangia Fuoco.

Portavo con me un'intuizione. Lei vi riconobbe qualcosa di più perché ne colse il potenziale e la possibilità che potesse diventare un'esperienza di respiro europeo.

Rileggendo oggi quegli appunti, mi accorgo che proprio lì erano già presenti i semi di una visione destinata a svilupparsi negli anni successivi:

  • fare del Molise la regione pilota delle culture del fuoco;

  • coinvolgere i giovani attraverso la scuola;

  • costruire reti tra comunità patrimoniali;

  • immaginare il primo ecomuseo virtuale al mondo, capace di creare un ponte tra il territorio e gli oltre 800.000 molisani nel mondo.".

Prima di cercare patrocini, finanziamenti o consenso, avevo però bisogno di una risposta a questa domanda: Mangia Fuoco possedeva davvero un autentico valore culturale?

Per questo la prima istituzione alla quale lo presentai fu l'Università degli Studi del Molise, attraverso il confronto con la professoressa Letizia Bindi.

Non cercavo un patrocinio, cercavo una verifica.

Se la mia intuizione non avesse retto al confronto con il sapere, con la ricerca e con una visione scientifica e interdisciplinare, non avrebbe avuto senso costruirci sopra tutto il resto.

Da allora ho continuato a credere che i cambiamenti più profondi non nascano da un evento o da un finanziamento. Nascono dalla cultura.

Per questo ho sempre immaginato Mangia Fuoco come un progetto capace di mettere in relazione Università, scuole, comunità, ricerca e territorio, contribuendo anche alla nascita di nuove competenze e nuove opportunità per i giovani.

In questi giorni ho capito anche un'altra cosa: il contrario dell'oblio non è il ricordo. È la memoria.

Il ricordo appartiene alle persone, la memoria appartiene alle comunità, ed è proprio la memoria che trasforma un'eredità in patrimonio culturale, rendendola viva, condivisa e capace di generare futuro.

Riguardando oggi quella giornata del 16 giugno 2022, provo profonda gratitudine verso tutte le persone che decisero di mettersi in ascolto quando Mangia Fuoco era ancora un'intuizione.

Tra queste desidero ricordare la professoressa Letizia Bindi, che accolse quella visione, la inserì in un percorso scientifico interdisciplinare e costruì il workshop che riunì sedici relatori provenienti da mondi diversi, uniti dalla convinzione che il rapporto tra comunità, territorio e fuoco potesse essere letto in una prospettiva nuova.

Per questo ho deciso di rendere nuovamente disponibili tutti i sedici interventi di quella giornata, non per celebrare il passato, ma per restituire alla comunità la memoria di un percorso che continua ancora oggi.

Perché la memoria non serve a custodire ciò che è stato. Serve a rendere possibile ciò che ancora deve nascere.

🔗 Playlist "Nasce Mangia Fuoco"

https://www.youtube.com/playlist?list=PLqbTJ_iGdhIme2Az_8XatfOCYv2c18h97

Nicola Frenza

Ideatore Mangia Fuoco

Questo è il primo capitolo del racconto delle origini di Mangia Fuoco.

 

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