🔥 Nasce Mangia Fuoco | Capitolo 14 – Capire il rischio prima che diventi emergenza


Abbiamo imparato ad accendere il fuoco. Poi, lentamente, abbiamo dimenticato come conviverci.

Per Vincenzo Ciani, all'epoca Direttore Regionale dei Vigili del Fuoco del Molise, c'è una contraddizione al centro del nostro rapporto contemporaneo con il fuoco.

L'umanità è cresciuta imparando a governare il fuoco con il quale ha potuto cucinare, forgiare, trasformare la materia e costruire civiltà.

Oggi, però, siamo molto meno abituati a confrontarci con la combustione.

E mentre perdiamo questa familiarità, il rischio diventa più complesso.

Il rischio è cambiato

Condizioni climatiche sempre più critiche, abbandono delle aree rurali e dei boschi, perdita delle pratiche tradizionali di gestione del territorio, sono elementi che, insieme, aumentano la vulnerabilità dei territori. Ciani insiste sulla necessità di partire proprio dalla consapevolezza di un rischio cresciuto negli ultimi anni.

Gli incendi possono svilupparsi in condizioni estreme e raggiungere rapidamente dimensioni difficili da controllare.

Nel suo intervento Ciani ricorda l'incendio di Peschici del 2007:

  • temperature altissime
  • umidità molto bassa
  • vento
  • un fronte di fiamma capace di avanzare rapidamente.

Quando un incendio assume queste caratteristiche, intervenire significa spesso inseguire un fenomeno già fuori scala.

Spegnere non basta

La risposta agli incendi non può essere costruita soltanto sull'emergenza. Infatti non basta:

  • aumentare i mezzi
  • affidarsi alla componente aerea
  • intervenire quando il fuoco è già partito.

Le risorse disponibili devono essere utilizzate con attenzione e coordinate tra strutture e livelli istituzionali diversi. L'organizzazione del contrasto agli incendi coinvolge competenze regionali, strutture centrali e corpi dello Stato, con risorse che devono essere impiegate in modo integrato.

Il punto però è un altro: bisogna arrivare prima.

Prima dell'emergenza c'è il territorio

  • Pre-visione
  • Pre-venzione
  • Pro-tezione
  • Contrasto attivo
  • Accertamento.

Per Ciani queste fasi non possono essere separate.

Quando competenze diverse operano sulla stessa materia, la vera sfida è costruire sinergie e rendere più incisivo l'impiego delle risorse disponibili.

È una visione che parla direttamente alle aree interne. Territori dove l'abbandono avanza, i boschi cambiano, le comunità perdono conoscenze costruite nei secoli.

Il rischio cresce anche quando si spezza il rapporto quotidiano tra una comunità e il proprio territorio.

Capire il rischio significa tornare a conoscere i luoghi

Nel Capitolo 13 Marco Di Fonzo ci ha ricordato che per contrastare gli incendi bisogna conoscere usi, consuetudini e dinamiche socioeconomiche dei territori.

Vincenzo Ciani compie un passo ulteriore avanti e ci ricorda che la conoscenza deve diventare consapevolezza del rischio, perché quando un incendio diventa emergenza, spesso il tempo delle decisioni è già quasi finito.

La pre-venzione comincia molto prima. Comincia nella: 

  • cura dei boschi
  • presenza umana
  • capacità delle istituzioni di collaborare
  • memoria delle comunità.

Forse anche per questo un progetto come Mangia Fuoco non può limitarsi a raccontare i riti del fuocodeve aiutare i territori a tornare a comprendere il fuoco. Perché la tradizione non è nostalgia, è conoscenza accumulata e una comunità che comprende il proprio territorio è una comunità più capace di proteggerlo.

🔥 Accendiamo memorie. Coltiviamo futuro.

La Comunità Patrimoniale Mangia Fuoco

🎥 Guarda il video:

 

#MangiaFuoco #VincenzoCiani #VigiliDelFuoco #Prevenzione #IncendiBoschivi #RischioIncendi #ProtezioneCivile #AreeInterne #Territorio #Molise #UNIMOL #PatrimonioImmateriale #ComunitàPatrimoniali #AccendiamoMemorie #ColtiviamoFuturo

Commenti

Post popolari in questo blog

Oratino, La Faglia e una comunità che risponde

Il 17 gennaio come punto di svolta

Quando il fuoco diventa comunità – I riti di Sant’Antonio Abate a Torella del Sannio