🔥 Oratino accende le Vie del Fuoco. Non solo la Faglia.
Ci sono domande che attirano immediatamente l'attenzione e poi ce ne sono altre che cambiano il modo di guardare il mondo.
A Oratino, al termine dell'incontro dedicato alla Faglia e ai riti del fuoco, molte persone si sono avvicinate per chiedermi la stessa cosa: ‘Qual è il Comune molisano che non celebra un rito del fuoco?’
Confesso che, tornando a casa, quella domanda ha continuato ad accompagnarmi, non tanto per la risposta, quanto perché mi sono reso conto che rischiavamo di concentrare lo sguardo sull'eccezione, dimenticando l'essenziale.
Davvero la notizia più importante è trovare un paese senza fuoco? Oppure è accorgerci che il Molise custodisce uno dei patrimoni culturali più straordinari e meno conosciuti d'Italia?
È in quel momento che ho capito il senso profondo delle Vie del Fuoco.
Non un progetto inventato, non uno slogan, ma un modo diverso di guardare ciò che esiste già.
Il Molise non deve inventare le Vie del Fuoco: le possiede già.
Sono accese nelle piazze, nei quartieri, nelle campagne, nelle comunità che, anno dopo anno, continuano ad alimentare riti antichi, trasformandoli in occasioni di incontro, memoria e identità.
Secondo la ricerca di Domenico Meo, sono 135 le comunità molisane nelle quali questi riti sono documentati.
Una ricchezza straordinaria. Non dobbiamo inventarla. Dobbiamo ri-conoscerla, collegarla e raccontarla.
L'idea delle Vie del Fuoco ha iniziato a prendere forma l'11 giugno scorso, durante il Forum nazionale dedicato ai Cammini e alle Comunità. A Oratino ha trovato il suo primo banco di prova.
Non ho voluto parlare soltanto della Faglia. Ho provato a raccontare una possibilità e immaginare che tutte queste comunità possano sentirsi parte della stessa storia, che il patrimonio immateriale possa diventare una rete e che il fuoco non divida i paesi ma li unisca.
Nel corso dell'incontro ho chiesto al pubblico un applauso per Domenico Meo, il cui straordinario lavoro di ricerca rappresenta ancora oggi il principale punto di riferimento per chiunque desideri conoscere i riti del fuoco del Molise.
Proprio rileggendo il suo volume emerge un insegnamento prezioso: i riti contrassegnati con un asterisco indicano quelli che, al momento della pubblicazione dell'opera nel 2008, risultavano non più praticati.
Ma il patrimonio immateriale non è una fotografia. È una realtà viva che può interrompersi, trasformarsi… ri-nascere.
Ed è proprio per questo che abbiamo il dovere di continuare a studiarlo, documentarlo e trasmetterlo.
Desidero ringraziare la Sindaca Loredana Latessa, Giuseppe Tirabasso, Alessandro Altavista, l'Associazione La Faglia, tutti gli organizzatori, i volontari, i fotografi e le tante persone che hanno partecipato con attenzione e curiosità.
Un ringraziamento particolare va anche a Domenico Meo, per aver dedicato anni di studio alla costruzione di una memoria collettiva che oggi rappresenta il punto di partenza di questo nuovo percorso.
Per Mangia Fuoco, Oratino rappresenta molto più di una tappa: è il primo caso studio delle Vie del Fuoco, il luogo nel quale un'intuizione ha iniziato a trasformarsi in metodo.
Perché le Vie del Fuoco non nascono oggi, esistono da tempo.
Oggi abbiamo semplicemente iniziato a ri-conoscerle come una rete e, forse, il vero compito che ci attende non è trovare il paese senza fuoco, ma fare in modo che nessuna comunità perda quello che il fuoco rappresenta da sempre: un luogo di incontro, di memoria e di futuro.
💬 E nel vostro Comune? Esiste un rito del fuoco?
Raccontatelo nei commenti. Ogni testimonianza può aiutarci a costruire la prima mappa partecipata delle Vie del Fuoco.
Nicola FrenzaIdeatore del progetto Mangia Fuoco – Accendiamo memorie, coltiviamo futuro
Presidente OML – Osservatorio Molisano sulla Legalità
#MangiaFuoco #VieDelFuoco #Oratino #Faglia #Molise #PatrimonioImmateriale #RitiDelFuoco #ComunitàPatrimoniali #TurismoCulturale #Tradizioni #Memoria #Identità #DomenicoMeo #Cultura #AccendiamoMemorieColtiviamoFuturo






Commenti
Posta un commento