Ridisegnare i confini con il fuoco
Ci sono segnalazioni che valgono più di molte parole.
Negli ultimi mesi Claudio Bocci, che ringrazio, continua a inviarmi riferimenti, riti, comunità e cammini legati al fuoco e al patrimonio immateriale italiano.
L’ultima segnalazione riguarda “Le Torce” di
Sonnino: un antico cammino rituale notturno che, alla vigilia
dell’Ascensione, percorre i confini del territorio accompagnato da
torce, canti e fuochi.
Non è folklore, è memoria collettiva in movimento.
È il fuoco come linguaggio comunitario.
Come presidio
simbolico del territorio.
Come attraversamento della notte.
Con Claudio esiste un filo che attraversa il tempo.
Già
nel 1991, nel progetto “Dalla carta… agli alberi”, legato alla
carta ecologica rigenerata e alla riforestazione simbolica del
Molise, Claudio credette e diede fiducia a una visione che parlava di
ambiente, comunità e futuro quando questi temi erano ancora lontani
dall’attenzione pubblica.
Forse anche per questo oggi il dialogo continua naturalmente attorno a parole come:
territori
cammini
patrimonio immateriale
memoria
ecologia culturale.
L’11 giugno sarò a Roma, a Villa Celimontana, su invito dello stesso Claudio, nell’ambito del Festival della Letteratura di Viaggio e del “Forum dei Cammini e delle Altre Velocità”.
Un contesto dove si parlerà di:
cammini
turismo lento
comunità
nuove geografie culturali
patrimonio diffuso.
Temi che dialogano profondamente con il percorso che da anni stiamo costruendo attraverso Mangia Fuoco: non un evento, ma una rete viva di relazioni, archivi, territori e comunità.
Perché il fuoco, prima ancora di essere spettacolo, è linguaggio umano.
🔥 Accendiamo memorie. Coltiviamo futuro.
Nicola Frenza
Ideatore del progetto Mangia Fuoco
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