Fuoco e Focus

 

Ieri, uscendo da un centro ottico, mi è rimasta addosso una parola: focus.

Nel linguaggio comune significa concentrazione, attenzione, capacità di mettere a fuoco ciò che conta davvero. In ottica è il punto in cui un’immagine diventa nitida. In psicologia è la capacità di restare presenti, riducendo il rumore e le distrazioni.

E mentre tornavo a casa ho pensato a una cosa semplice: forse “focus” e “fuoco” parlano, da sempre, della stessa cosa.

Per migliaia di anni gli esseri umani si sono raccolti attorno a un fuoco per:

  • vedere meglio,

  • orientarsi,

  • raccontare,

  • fare memoria,

  • riconoscersi come comunità.

Il fuoco è stato probabilmente il primo grande dispositivo umano di attenzione collettiva.

Oggi viviamo immersi in una continua dispersione: immagini veloci, contenuti usa e getta, notifiche, rumore permanente.

Eppure continuiamo ad avere bisogno di qualcosa che ‘rimetta a fuoco’: lo sguardo, le relazioni, i territori, la memoria.

Forse è anche per questo che il lavoro che sto portando avanti con Mangia Fuoco continua a sembrarmi attuale: non solo come recupero di tradizioni, ma come tentativo di riaccendere presenza, attenzione e visione dentro le comunità.

Perché un territorio non ha bisogno soltanto di visibilità.
Ha bisogno di tornare ad avere un fuoco attorno a cui riconoscersi.

Nicola Frenza
Mangia Fuoco 

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