Piero Pacchiarotti è diventato nonno.

Il resto viene dopo.

Perché ci sono passaggi che non fanno rumore,ma cambiano tutto.

Un gesto che costruisce relazioni

Ho avuto modo di conoscere Piero nei fatti, non nelle parole.

Prima a Poggio Mirteto, poi a Termoli, con un gesto semplice e concreto: una targa all’OML, segno di riconoscimento e rispetto.

Poi, nell’ultima edizione dell’ITFF, a Civitavecchia, con l’attenzione rivolta ai ragazzi del Polo Boccardi-Tiberio e dell’Istituto Alberghiero di Termoli coinvolti nel progetto Mangia Fuoco.

 Un riconoscimento che diventa visione

Ma il segno più chiaro l’ho colto altrove.
Nell’ospitalità.
A Civitavecchia, senza formalità, senza distanza.
Come si fa tra persone che si riconoscono.

Diventare nonno è questo:
non aggiungere, ma lasciare spazio.
Non trattenere, ma accompagnare.

Il fuoco, quando è vero, non si spegne.
Passa di mano.

E chi ha saputo tenerlo acceso, sa anche come affidarlo.

Benvenuto a questo nuovo inizio, Piero. 🔥

(by nicola) 

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