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Visualizzazione dei post da febbraio, 2026

Dare nome alle cose che già facciamo

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  Fuoco ritmico tra persone — foto F. Brunetti.   Mangia Fuoco lavora da anni sulle comunità territoriali. Lo fa attraverso pratiche vive: riti, memorie, relazioni, educazione, presenza. Non attraverso format, ma attraversando i luoghi e le persone. Questo lavoro è nato prima delle etichette e per molto tempo ha scelto di far parlare i fatti più delle definizioni. Oggi, però, diventa necessario rendere leggibile ciò che già esiste, n on per cambiare direzione ma per evitare fraintendimenti. Non per inseguire riconoscimenti, ma per difendere il senso del lavoro . Negli ultimi mesi ho attraversato un percorso di formazione europea dedicato al community management e allo sviluppo delle aree rurali e montane. Un’esperienza che non ha introdotto pratiche estranee, ma ha fatto qualcosa di più utile: ha messo parole condivise su pratiche che Mangia Fuoco esercita da tempo.   Un confronto che ha permesso di rileggere pratiche già agite — dalla leadership comunitaria a...

Uniformità nella diversità

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In risonanza con il ciclo “Narrazioni domestiche – Libri, Pentole e Tintilia”, una riflessione autonoma su téchne, rispetto e comunità.   Ai miei genitori, artigiani, generatori di arte. Arte bianca nello specifico . Gli artigiani non producono solo oggetti. Generano téchne : un sapere che tiene insieme gesto, materia e responsabilità. Per téchne non si intende l’arte come ornamento, ma come perizia: il saper fare che governa la materia e si assume le conseguenze del proprio lavoro. Quando ero piccolo, dietro casa mia c’era un forno a paglia . Non si cuoceva il pane in casa: era un forno comune. Le donne arrivavano da ogni parte, con ceste portate in testa , piene di pane da infornare. Ogni famiglia aveva il suo segno inciso sull’impasto , per riconoscere il proprio pane una volta cotto. Uniformità nella diversità. Quel forno non era solo un luogo di cottura. Era una infrastruttura sociale : tempo condiviso, fiducia reciproca, regole non scritte ma rispettate, un s...

Il fuoco che cura e custodisce

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Il fuoco non è solo distruzione. A Vinchiaturo – Le Cupolette  –  il 6, 13 e 20 febbraio alle 18:30 , si accenderà un fuoco che non brucia ma cura e custodisce , nell’ambito del ciclo Narrazioni domestiche inserito nel percorso “Dall’essere Donna all’essere Madre” . Non un evento da consumare, ma di uno spazio da abitare , un gesto condiviso che ha trasformato un tempo e un luogo in una trama di relazioni e significati. Il patrimonio immateriale non vive solo nei riti pubblici. Vive prima di tutto nel fuoco domestico: nella cucina, nei gesti quotidiani, nella trasmissione silenziosa tra madri, figlie, comunità. Da questa consapevolezza nasce il ciclo Narrazioni domestiche, inserito nel percorso “Dall’essere Donna all’essere Madre” . Un ciclo di incontri in cui libri, pentole e vino diventano strumenti di racconto e di relazione. Non eventi da consumare, ma spazi da abitare. Il percorso si apre con l’intervento della professoressa Letizia Bindi, antropolog...